Le Tombe Reali degli antichi sovrani illirici di Selca e Poshtme, uno dei siti archeologici più affascinanti e monumentali dell’Albania, candidato dal Paese alla Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO, sono state al centro di un importante progetto di cooperazione culturale e valorizzazione territoriale promosso dal Centro di Cultura Albanese in collaborazione con il Centro Studi Archeologici Herakles e con l’Istituto di Archeologia dell’Albania.
Attraverso questa iniziativa il Centro ha confermato il proprio ruolo di ponte tra Italia e Albania anche nel campo della tutela del patrimonio culturale, promuovendo un modello di sviluppo sostenibile capace di coniugare ricerca scientifica, valorizzazione delle identità locali e nuove opportunità economiche per le comunità del territorio.
Situato in uno straordinario contesto paesaggistico tra montagne, boschi e antichi percorsi della regione di Mokra, il complesso monumentale di Selca e Poshtme rappresenta una delle testimonianze più significative della civiltà illirica nei Balcani. Le celebri tombe rupestri monumentali, scolpite nella roccia tra il IV e il III secolo a.C., costituiscono un patrimonio archeologico di valore internazionale, capace di raccontare le radici storiche e culturali dell’Albania e, al tempo stesso, di diventare un motore di sviluppo per le aree interne del Paese.
Il progetto promosso dal Centro nasceva proprio dalla volontà di trasformare questo straordinario patrimonio in un’attrazione culturale e turistica di qualità, capace di generare benefici concreti per le comunità locali attraverso forme di turismo responsabile, sostenibile e non di massa.
Nel corso di tre campagne annuali successive (2012-2014) sono stati realizzati numerosi interventi di ricerca, recupero e valorizzazione del sito. Le attività hanno incluso la sistemazione delle vie di accesso all’area monumentale, il consolidamento delle strutture protettive maggiormente compromesse dal punto di vista statico e il dissotterramento di una parte delle strutture abitative di età illirica, già oggetto di scavi negli anni Settanta da parte di una missione archeologica albanese. L’obiettivo era quello di integrare queste testimonianze all’interno di un più ampio percorso archeologico e museale capace di offrire al visitatore una comprensione più completa del contesto storico e insediativo del sito.
Particolare rilevanza hanno avuto anche gli interventi sperimentali di restauro delle murature a secco di età illirica, eseguiti con materiali ecocompatibili e tecniche rispettose del contesto originario, così come l’estesa indagine geofisica condotta mediante l’utilizzo di moderne tecnologie georadar. Quest’ultima ha permesso di individuare ulteriori porzioni della necropoli rupestre e dell’antico abitato, aprendo nuove prospettive di ricerca scientifica e nuove possibilità di valorizzazione e fruizione turistica del sito.
Accanto agli aspetti strettamente archeologici e conservativi, il progetto ha attribuito grande importanza anche alla dimensione umana e territoriale. Durante le attività di ricerca e ricognizione, infatti, una particolare attenzione è stata dedicata all’esplorazione del territorio circostante e al dialogo con le comunità locali, approfondendo la conoscenza delle tradizioni, delle pratiche agricole e pastorali, del patrimonio enogastronomico e delle forme di vita tipiche dell’Albania montana.
Questo approccio ha permesso di evidenziare il grande potenziale culturale, turistico e agrituristico della regione, ancora oggi relativamente marginale rispetto ai grandi poli urbani e industriali del Paese come Tirana, Durazzo ed Elbasan. Proprio questa marginalità, tuttavia, consente al territorio di conservare un patrimonio autentico di paesaggi, tradizioni e relazioni sociali che rappresenta un valore crescente agli occhi di un turismo più attento, colto e consapevole.
In quest’ottica, il Centro di Cultura Albanese ha promosso una visione dello sviluppo turistico fondata sulla valorizzazione delle identità locali e sulla creazione di flussi turistici sostenibili, in grado di generare opportunità economiche senza compromettere l’equilibrio culturale e ambientale del territorio.
Le attività sul campo, affiancate da un intenso lavoro di divulgazione scientifica e culturale svolto sia in Albania sia all’estero, oltre alla costante promozione di visite e itinerari culturali nell’area, hanno contribuito negli anni alla nascita e al consolidamento di un piccolo polo turistico di qualità a Selca e Poshtme. Un’esperienza di valorizzazione territoriale che oggi rappresenta un importante strumento di contrasto allo spopolamento delle aree montane, offrendo nuove opportunità occupazionali e di sviluppo alle comunità locali e accompagnando le trasformazioni economiche e sociali dell’Albania rurale in modo equilibrato, sostenibile e rispettoso delle identità culturali del territorio.
Attraverso il recupero e la valorizzazione delle Tombe Reali Illiriche, il Centro ha quindi promosso non soltanto la tutela di un importante patrimonio archeologico, ma anche una più ampia riflessione sul rapporto tra memoria, identità e sviluppo sostenibile. In un contesto globale segnato da profonde trasformazioni culturali ed economiche, iniziative di questo tipo dimostrano come il patrimonio culturale possa diventare uno strumento concreto di dialogo, crescita territoriale e cooperazione internazionale.