Nel 2010 il Centro di Cultura Albanese porta per la prima volta in Piemonte il documentario prodotto dall’Istituto Luce, accompagnando la proiezione con un’importante conferenza sulle relazioni italo-albanesi alla presenza di esponenti delle istituzioni e della politica italiana.
Il 5 febbraio 2010, nella prestigiosa cornice della GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, il Centro di Cultura Albanese ha presentato, in anteprima piemontese, il film documentario “Albania. Il Paese di Fronte”, una produzione dell’Istituto Luce, diretta da Roland Sejko, dedicata alla storia dell’Albania dall’indipendenza alla caduta del regime comunista.
La proiezione, ospitata nella Sala Conferenze della GAM, si è svolta alla presenza del regista e giornalista Roland Sejko, che ha dialogato con Benko Gjata, presidente del Centro di Cultura Albanese, offrendo al pubblico un’occasione privilegiata per approfondire la genesi del documentario, il valore delle testimonianze raccolte e il complesso intreccio di vicende storiche che lega l’Albania all’Italia.
L’iniziativa ha rappresentato una tappa significativa nell’impegno del Centro per la conoscenza e la valorizzazione della storia albanese, attraverso il linguaggio cinematografico e la collaborazione con alcune delle più importanti istituzioni culturali italiane.
“Albania. Il Paese di Fronte”: riscoprire un secolo di storia condivisa
Soltanto sessanta miglia separano le coste italiane da quelle albanesi. Eppure, per una parte considerevole dell’opinione pubblica italiana, l’Albania è entrata nell’immaginario collettivo soprattutto nel 1991, attraverso le immagini delle navi cariche di migranti approdate sulle coste pugliesi dopo il crollo del regime comunista.
Ma quale storia si nasconde dietro quelle immagini? Che cosa è stata l’Albania prima del 1991 e quali legami hanno unito, nel corso del Novecento, i due Paesi affacciati sull’Adriatico?
A questi interrogativi risponde “Albania. Il Paese di Fronte”, un’opera che ricostruisce le principali vicende della storia albanese contemporanea: dalla dissoluzione dell’Impero ottomano all’indipendenza, dalla Prima guerra mondiale al regno di Zog, dall’occupazione italiana del 1939 all’ascesa di Enver Hoxha, fino ai lunghi decenni della dittatura e al crollo del comunismo.
Il documentario si distingue per l’eccezionale ricchezza del materiale storico utilizzato, proveniente dagli archivi cinematografici dell’Istituto Luce e dall’Archivio del Film d’Albania, che restituisce immagini rare e in parte inedite di eventi, protagonisti e trasformazioni sociali.
A queste testimonianze visive si affiancano gli interventi di importanti personalità del mondo della cultura, della ricerca e delle istituzioni, tra cui Antonello Biagini, Carlo Azeglio Ciampi, Ismail Kadare, Nevila Nika, Roberto Morozzo della Rocca e Sergio Staino.
Ne emerge un racconto che non si limita alla ricostruzione delle vicende nazionali albanesi, ma invita a rileggere criticamente un capitolo fondamentale della storia europea e mediterranea, mettendo in evidenza i profondi intrecci politici, culturali e umani tra Italia e Albania.
Roland Sejko e la collaborazione con l’Istituto Luce-Cinecittà
La presenza di Roland Sejko a Torino ha assunto un significato particolare anche per il rapporto di collaborazione che il Centro di Cultura Albanese ha sviluppato con il regista e con l’Istituto Luce-Cinecittà.
Giornalista e documentarista albanese attivo in Italia, Sejko era all’epoca anche direttore di Bota Shqiptare (“Il Mondo Albanese”), una delle principali testate di riferimento per la comunità albanese in Italia.
Il suo percorso artistico lo avrebbe successivamente affermato tra i più importanti autori del cinema documentario italiano, fino al prestigioso riconoscimento del David di Donatello per il miglior documentario.
La presentazione di “Albania. Il Paese di Fronte” ha rappresentato uno dei momenti iniziali di una collaborazione culturale destinata a svilupparsi negli anni successivi, attraverso nuove proiezioni, incontri con il pubblico e iniziative dedicate alla memoria storica e al cinema documentario.
Tra le opere di Sejko che il Centro ha contribuito a presentare a Torino figurano “Anija – La Nave”, “L’Attesa”, “La macchina delle immagini di Alfredo C.” e “Film di Stato”, film che affrontano, da prospettive differenti, i temi della memoria, della propaganda, delle migrazioni e dei rapporti tra storia individuale e storia collettiva.
Questa collaborazione ha permesso al pubblico torinese di conoscere e approfondire una produzione cinematografica di grande valore storico e artistico, rafforzando al tempo stesso i rapporti del Centro con le principali istituzioni del cinema italiano.
Il cinema come ponte tra culture e generazioni
L’anteprima piemontese del documentario alla GAM si inserisce in un più ampio percorso di promozione del cinema albanese e delle opere cinematografiche dedicate all’Albania, che il Centro di Cultura Albanese ha sviluppato nel corso degli anni attraverso collaborazioni con festival, musei, archivi e istituzioni culturali.
Tra i luoghi che hanno ospitato queste iniziative figurano, oltre alla GAM, il Cinema Massimo del Museo Nazionale del Cinema di Torino, il Polo del ‘900 e il Cinema Arthouse, spazi di riferimento per la diffusione della cultura cinematografica e per il confronto sui grandi temi della storia contemporanea.
La scelta di affiancare alla proiezione del film una conferenza istituzionale e un dialogo diretto con il regista esprime un tratto distintivo dell’attività del Centro: proporre il cinema non soltanto come esperienza artistica, ma anche come strumento di conoscenza, educazione storica e diplomazia culturale.
L’iniziativa del 5 febbraio 2010 ha così contribuito a restituire al pubblico italiano un’immagine più articolata e consapevole dell’Albania, superando gli stereotipi legati all’emigrazione e valorizzando una storia complessa, profondamente intrecciata a quella dell’Italia.
Un impegno che continua a caratterizzare l’azione del Centro di Cultura Albanese: costruire ponti tra le due sponde dell’Adriatico attraverso la cultura, la memoria e il dialogo tra le persone e le istituzioni.
Una conferenza sulle relazioni tra Italia e Albania
La proiezione è stata preceduta da un’importante conferenza promossa dal Centro di Cultura Albanese in collaborazione con la FIAP – Federazione delle Associazioni Albanesi in Piemonte, che ha riunito autorevoli rappresentanti del mondo istituzionale, politico e culturale.
Tra gli intervenuti figuravano Vincenzo Cucci e gli onorevoli Bruno Tabacci, Gianni Vernetti e Marco Calgaro, protagonisti di un confronto dedicato alle relazioni tra Italia e Albania, alla memoria storica condivisa e alle prospettive di collaborazione tra i due Paesi.
L’incontro ha contribuito a collocare la presentazione del documentario in una riflessione più ampia sui rapporti italo-albanesi, evidenziando come la conoscenza del passato costituisca uno strumento fondamentale per comprendere le trasformazioni politiche e sociali contemporanee e per rafforzare i legami tra le due società.
Attraverso iniziative di questo genere, il Centro ha consolidato il proprio ruolo di interlocutore culturale e istituzionale, capace di favorire il dialogo tra la comunità albanese, le istituzioni italiane e i protagonisti della vita pubblica, valorizzando il contributo della diaspora alla costruzione di nuove relazioni tra i due Paesi.