Tra le prime iniziative pubbliche promosse dal Centro di Cultura Albanese e dalla rete delle associazioni albanesi e arbëreshe del Piemonte vi è stata la mobilitazione a sostegno del diritto all’autodeterminazione del Kosovo, in una fase cruciale della storia dei Balcani e del processo che avrebbe portato, pochi mesi dopo, alla proclamazione dell’indipendenza del Paese.
Il 15 novembre 2007, in Piazza Castello a Torino, davanti alle sedi della Regione Piemonte e della Prefettura, circa 150 persone – cittadini di origine albanese, italiani, studenti universitari e rappresentanti della comunità arbëreshe – hanno preso parte a una manifestazione pacifica per chiedere alle istituzioni italiane di sostenere il riconoscimento dell’indipendenza del Kosovo e l’attuazione del Piano Ahtisaari, allora considerato dalla comunità internazionale la base per una soluzione stabile della questione kosovara.
Le bandiere italiane, albanesi ed europee hanno accompagnato un’iniziativa improntata ai valori del dialogo, della democrazia e dell’integrazione europea. Un grande striscione con la scritta “Kosovo Indipendente”, portato dagli studenti universitari albanesi degli atenei torinesi, è diventato il simbolo della manifestazione.
Una petizione alle istituzioni
Nel corso della giornata una delegazione dei promotori è stata ricevuta dall’Assessore alla Cultura della Regione Piemonte Gianni Oliva e dal Consigliere Diplomatico della Regione Gianni Michele Piccato.
In quell’occasione è stata consegnata una petizione sottoscritta dalla comunità albanese del Piemonte, con la quale si chiedeva alle istituzioni italiane di sostenere il riconoscimento del diritto del popolo kosovaro all’autodeterminazione.
Il documento evidenziava come l’assenza di uno status definitivo impedisse al Kosovo di programmare il proprio sviluppo politico, economico e sociale, alimentando instabilità, disoccupazione e incertezza sul futuro. Al contrario, il riconoscimento dell’indipendenza veniva indicato come un passaggio fondamentale per favorire:
la stabilità politica dell’intera area balcanica;
l’avvio di nuovi progetti di sviluppo economico e istituzionale;
il riconoscimento del principio democratico secondo cui ogni popolo deve poter decidere liberamente il proprio futuro;
il progressivo percorso di integrazione europea del Kosovo.
Il dialogo con le istituzioni piemontesi
L’Assessore Gianni Oliva accolse la delegazione e si impegnò a trasmettere la petizione alle istituzioni competenti, sia a livello regionale sia nazionale.
Nel suo intervento sottolineò l’importanza di mantenere viva l’attenzione sulle conseguenze delle guerre balcaniche e richiamò il valore universale dei diritti umani, auspicando una soluzione capace di garantire pace, stabilità e convivenza per tutti i popoli della regione.
Quel confronto rappresentò uno dei primi momenti di interlocuzione istituzionale tra la comunità albanese organizzata e le istituzioni piemontesi su un tema di politica internazionale particolarmente sentito dalla diaspora.
Una comunità unita
La manifestazione vide la partecipazione congiunta della comunità albanese e della comunità arbëreshe, unite nel sostenere il diritto del popolo kosovaro a scegliere democraticamente il proprio futuro.
L’iniziativa coinvolse anche numerosi studenti universitari albanesi iscritti all’Università degli Studi di Torino e al Politecnico di Torino, testimoniando il forte radicamento della nuova generazione nella vita civile della città e la volontà di contribuire, attraverso strumenti democratici e partecipativi, al dibattito pubblico.
Advocacy e partecipazione civica
Questa manifestazione costituisce una delle prime esperienze di advocacy istituzionale promosse dal Centro di Cultura Albanese. Fin dalla sua nascita, il Centro ha infatti interpretato il proprio ruolo non soltanto come promotore della cultura albanese, ma anche come interlocutore delle istituzioni italiane sui temi dei diritti, della pace, della cooperazione internazionale e della partecipazione democratica.
L’iniziativa del novembre 2007 anticipò di pochi mesi la proclamazione dell’indipendenza del Kosovo, avvenuta il 17 febbraio 2008, e rappresenta ancora oggi una testimonianza significativa dell’impegno del Centro nel favorire il dialogo tra la comunità albanese, le istituzioni italiane e l’opinione pubblica, sempre nel rispetto dei principi del diritto internazionale, della democrazia e della convivenza tra i popoli.