Shpëtim Selmani al Polo del ’900: la letteratura del Kosovo tra memoria, guerra e rinascita

Shpëtim Selmani e Anilda Ibrahimi al Polo del ’900 di Torino durante l’incontro dedicato a La ballata dello scarafaggio, organizzato con il Centro di Cultura Albanese.

Dal trauma della guerra alla rinascita: una delle voci più originali della nuova letteratura kosovara incontra Torino

Giovedì 18 maggio 2023 il Centro di Cultura Albanese ha portato al Polo del ’900 di Torino una delle voci più originali della nuova letteratura kosovara: lo scrittore, poeta, attore e artista Shpëtim Selmani, autore de La ballata dello scarafaggio, pubblicato in Italia da Crocetti Editore e vincitore del Premio dell’Unione Europea per la Letteratura.

L’incontro, ospitato nella Sala Conferenze di Palazzo San Celso, ha visto Selmani dialogare con Anilda Ibrahimi, tra le più importanti scrittrici albanesi contemporanee pubblicate in Italia, in una conversazione che ha attraversato letteratura, memoria, identità e le profonde trasformazioni vissute dal Kosovo tra la guerra del 1999 e la costruzione di una nuova società.

Insieme a loro sono intervenuti Marcella Filippa e Benko Gjata, presidente del Centro di Cultura Albanese. L’appuntamento è stato realizzato in collaborazione con Fondazione Vera Nocentini, Giangiacomo Feltrinelli Editore e Polo del ’900, confermando ancora una volta Torino come spazio privilegiato di incontro e confronto con la cultura contemporanea dei Balcani.

La voce di una nuova generazione kosovara

Nato in Kosovo nel 1986, Shpëtim Selmani appartiene a una generazione cresciuta nel passaggio traumatico dalla Jugoslavia alla guerra e, successivamente, alla nascita del nuovo Kosovo. La sua scrittura porta con sé le tracce di questa esperienza, ma rifiuta di ridurre il Paese e i suoi abitanti alla sola dimensione del conflitto.

Ne La ballata dello scarafaggio, Selmani intreccia infatti il proprio quotidiano di artista, uomo, padre e cittadino con la violenza della Storia. Il ricordo della guerra del 1999 convive con le inquietudini del presente, con le relazioni familiari, la precarietà, le contraddizioni sociali e politiche e con il desiderio di immaginare un futuro diverso.

Ne emerge il ritratto intimo e al tempo stesso collettivo di una società che porta ancora con sé le ferite del passato, ma che cerca nuove forme di espressione e di rinascita.

Un dialogo tra Albania, Kosovo e Italia

Particolarmente significativa è stata la scelta di affidare il dialogo con Selmani ad Anilda Ibrahimi, scrittrice albanese da molti anni protagonista della scena letteraria italiana. L’incontro tra le due voci ha permesso di ampliare lo sguardo oltre i confini nazionali, facendo emergere esperienze, memorie e sensibilità diverse all’interno dello spazio culturale albanese contemporaneo.

La letteratura è diventata così uno strumento attraverso il quale interrogare la storia recente dei Balcani, ma soprattutto superare stereotipi e rappresentazioni semplificate. Dal trauma della guerra alla vita quotidiana, dalla memoria familiare alla costruzione dell’identità, il confronto ha restituito al pubblico la complessità di un Kosovo contemporaneo ancora poco conosciuto in Italia.

Il Centro e la promozione della letteratura albanese e kosovara

L’appuntamento con Shpëtim Selmani si inserisce nel lungo percorso sviluppato dal Centro di Cultura Albanese per far conoscere in Italia le principali voci della letteratura proveniente dall’Albania, dal Kosovo e dalla diaspora.

Attraverso incontri con scrittori, presentazioni editoriali, conferenze e collaborazioni con editori e istituzioni culturali italiane, il Centro ha contribuito negli anni a creare a Torino uno spazio stabile di conoscenza e confronto con la produzione culturale contemporanea albanese e kosovara.

Portare queste voci in luoghi prestigiosi della vita culturale cittadina, come il Polo del ’900, significa non soltanto promuovere libri e autori, ma utilizzare la letteratura come uno straordinario strumento di dialogo tra Italia e Balcani: capace di raccontare la memoria, interpretare il presente e restituire la complessità di società troppo spesso conosciute soltanto attraverso le grandi cesure della loro storia recente.

Evento realizzato in collaborazione con Centro di Cultura Albanese, Fondazione Vera Nocentini, Giangiacomo Feltrinelli Editore e Polo del ’900.