Nel 2016, presso Binaria Book, la libreria del Gruppo Abele a Torino, un incontro dedicato alla scoperta di Albania, Kosovo e Macedonia ha consolidato la collaborazione tra il Centro di Cultura Albanese e le realtà torinesi impegnate nella solidarietà, nell’intercultura e nella promozione di nuove forme di turismo consapevole.
Alla scoperta di un’Europa ancora poco conosciuta
Il 28 giugno 2016, presso Binaria Book, il nuovo spazio culturale e libreria del Gruppo Abele in via Sestriere 34 a Torino, si è svolto l’incontro “L’Europa sconosciuta dei Balcani Occidentali – Esperienze e proposte di viaggio in Albania, Kosovo e Macedonia”, promosso dal Centro di Cultura Albanese in collaborazione con Viaggi Solidali, storico tour operator torinese specializzato nel turismo responsabile.
Protagonisti della serata sono stati l’antropologo Francesco Vietti e il giornalista Benko Gjata, presidente del Centro di Cultura Albanese, entrambi profondi conoscitori della regione e coautori della guida turistica Tirana e Albania, pubblicata da Morellini Editore nel 2014.
L’incontro ha offerto al pubblico torinese l’opportunità di scoprire una parte d’Europa ancora relativamente poco frequentata dai viaggiatori italiani, nonostante la vicinanza geografica e gli straordinari legami storici e culturali con il nostro Paese.
Tra il Mediterraneo e l’Europa danubiana, i Balcani Occidentali custodiscono un patrimonio di grande ricchezza, frutto dell’incontro e della stratificazione di civiltà, religioni, lingue e tradizioni differenti. Un territorio caratterizzato da paesaggi naturali di grande bellezza, città storiche, borghi e comunità che conservano un forte legame con le proprie tradizioni.
Il turismo responsabile come occasione di incontro e conoscenza
Al centro della serata non vi era soltanto la presentazione di nuove destinazioni turistiche, ma soprattutto la proposta di un modo diverso di viaggiare: lento, consapevole, rispettoso delle comunità locali e attento alla dimensione umana dell’esperienza.
Nel 2016, quando Albania, Kosovo e Macedonia erano ancora largamente estranei ai principali circuiti del turismo internazionale, il Centro di Cultura Albanese e Viaggi Solidali proponevano itinerari capaci di andare oltre gli stereotipi e le immagini superficiali spesso associate alla regione.
L’obiettivo era avvicinare i viaggiatori alla storia, alla cultura e alla vita quotidiana delle popolazioni locali, favorendo esperienze autentiche e occasioni di incontro diretto.
In questa prospettiva, il turismo diventava anche uno strumento di dialogo interculturale e di sviluppo dei territori, capace di generare opportunità economiche per le comunità ospitanti e contribuire alla valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale.
Le proposte di viaggio elaborate da Viaggi Solidali in collaborazione con il Centro Albanese si inserivano pienamente in questa visione, anticipando un interesse per la regione che negli anni successivi sarebbe cresciuto in maniera significativa.
Binaria Book e il Gruppo Abele: una collaborazione fondata su valori condivisi
La scelta di ospitare l’incontro presso Binaria Book non fu casuale, ma rappresentò un ulteriore capitolo della collaborazione tra il Centro di Cultura Albanese e il Gruppo Abele, storica realtà torinese fondata da don Luigi Ciotti e impegnata da decenni nella promozione dei diritti, della solidarietà, dell’inclusione sociale e della cittadinanza attiva.
Il rapporto tra le due organizzazioni si era già sviluppato attraverso iniziative dedicate alle migrazioni, alle relazioni familiari e al dialogo tra culture.
Tra queste, l’incontro “Sguardi familiari sul mondo: una serata in Albania”, organizzato nel novembre 2010 nell’ambito del progetto Genitori&Figli del Gruppo Abele, e il seminario “Famiglie, Educazione, Intercultura – L’Albania”, svoltosi nel dicembre 2011 presso la Fabbrica delle “e” a Torino.
Entrambe le iniziative avevano contribuito ad approfondire la conoscenza della comunità albanese, dei suoi modelli culturali ed educativi e delle trasformazioni legate all’esperienza migratoria.
Con l’incontro del 2016, questa collaborazione si arricchiva di una nuova dimensione: dalla conoscenza delle comunità migranti presenti in Italia alla scoperta diretta dei loro Paesi d’origine, attraverso il viaggio e l’incontro con le popolazioni locali.
Una naturale evoluzione di un percorso fondato sulla convinzione che la conoscenza reciproca costituisca uno degli strumenti più efficaci per superare pregiudizi, favorire l’integrazione e costruire relazioni positive tra persone e territori.
Anche Binaria, spazio culturale e di aggregazione promosso dal Gruppo Abele, rappresentava una cornice particolarmente significativa per un’iniziativa che intendeva coniugare cultura, responsabilità sociale e apertura verso altre realtà europee.
Il ruolo pionieristico del Centro nella promozione del turismo in Albania
L’incontro del 2016 si inseriva in un impegno che il Centro di Cultura Albanese aveva avviato diversi anni prima, quando l’Albania era ancora percepita in Italia prevalentemente attraverso il racconto delle difficoltà economiche, dell’emigrazione e della complessa transizione successiva alla caduta del regime comunista.
Fin dalle sue prime iniziative, il Centro aveva individuato nel turismo culturale uno strumento strategico per promuovere una conoscenza più completa e autentica dell’Albania, valorizzandone il patrimonio storico, archeologico, artistico, naturalistico ed enogastronomico.
Un’esperienza particolarmente significativa era stata quella de “I Ragazzi della Via Egnatia”, progetto sviluppato tra il 2010 e il 2011, che aveva contribuito a sperimentare nuove forme di turismo culturale e responsabile, coinvolgendo operatori italiani, realtà locali e giovani delle seconde generazioni.
A questo percorso si era affiancata un’intensa attività editoriale, tra cui la pubblicazione nel 2014 della guida Tirana e Albania, realizzata da Benko Gjata e Francesco Vietti per Morellini Editore: uno strumento importante per accompagnare i viaggiatori italiani alla scoperta del Paese, superando luoghi comuni e visioni riduttive.
La collaborazione con Viaggi Solidali rappresentava quindi un’ulteriore opportunità per trasformare questa attività di divulgazione culturale in esperienze concrete di viaggio, capaci di generare relazioni e benefici per i territori visitati.
Dalla promozione culturale alla trasformazione dell’immagine dell’Albania
A distanza di anni, l’iniziativa del 2016 assume un significato ancora più evidente alla luce della profonda trasformazione dell’immagine dell’Albania in Italia.
Da Paese associato soprattutto alle difficoltà della transizione e ai grandi flussi migratori degli anni Novanta, l’Albania è progressivamente diventata una destinazione turistica sempre più conosciuta e apprezzata.
Un cambiamento al quale ha contribuito anche la diaspora albanese, attraverso il rafforzamento dei rapporti economici, culturali e umani con l’Italia, gli investimenti nel Paese d’origine e la diffusione di una conoscenza più diretta della sua realtà.
In questo processo, il Centro di Cultura Albanese ha svolto un ruolo attivo e continuativo, attraverso pubblicazioni, conferenze, incontri con autori, partecipazioni a fiere e manifestazioni e collaborazioni con operatori del settore turistico.
Un impegno proseguito negli anni con nuove guide dedicate all’Albania e al Kosovo, tra cui la guida Albania pubblicata da Feltrinelli/Morellini nel 2023 e la Guida Verde Albania del Touring Club Italiano nel 2026, oltre allo sviluppo di proposte di viaggio culturale e d’autore.
Un ponte tra Torino e i Balcani
L’incontro “L’Europa sconosciuta dei Balcani Occidentali” rappresenta dunque molto più di una serata dedicata alla presentazione di destinazioni turistiche.
È una testimonianza della capacità del Centro di Cultura Albanese di costruire collaborazioni tra organizzazioni diverse, accomunate dalla volontà di promuovere la conoscenza, il dialogo e lo sviluppo di relazioni interculturali.
La collaborazione con il Gruppo Abele e con Viaggi Solidali ha permesso di mettere in relazione l’esperienza maturata dal Centro nella conoscenza dell’Albania e dei Balcani con la tradizione torinese della solidarietà e del turismo responsabile.
Un esempio concreto di come cultura, viaggio e impegno sociale possano incontrarsi, contribuendo a costruire ponti tra Torino, l’Italia e i Paesi dei Balcani Occidentali.
Un percorso che continua a rappresentare uno degli elementi distintivi della missione del Centro: avvicinare persone e culture, promuovere una conoscenza reciproca libera dagli stereotipi e valorizzare il ruolo della comunità albanese come ponte tra le due sponde dell’Adriatico.